Le Specie Ittiche
Anguilla (Anguilla anguilla)
Fam. Anguillidi. Vive in numerosi ambienti: sebbene mostri una certa predilezione per i luoghi fangosi, la si ritrova anche diffusa dai torrenti di montagna fino alle acque salmastre e marine. Il suo corpo, tipico per l'aspetto serpentiforme, può arrivare a 80-100 cm di lunghezza per i maschi e a 120-150 cm per le femmine; la pelle, praticamente nuda, è dotata di poche scaglie; il corpo, di sezione rotonda anteriormente, tende a schiacciarsi lateralmente verso l'estremità posteriore. Tipica è la lunghissima pinna (formatasi per la fusione della dorsale con la caudale e l'anale) che parte a ca. un quarto del dorso per arrivare a quasi metà del ventre (sorretta da almeno 500 raggi); le pettorali sono relativamente piccole, mentre le ventrali sono assenti; il capo, di forma subconica, termina con una larga e prominente bocca, dotata di piccoli robusti denti; le branchie si aprono all'esterno vicino alle pinne pettorali, tramite una piccola fenditura. L'anguilla è assai viscida al tatto per l'abbondante quantità di muco che ricopre il suo corpo e che viene secreto da particolari ghiandole; la colorazione varia a seconda dell'età e del luogo in cui vivono i vari esemplari.
 
Barbo comune (Barbus barbus plebeius)
Fam. Ciprinidi. Dal corpo fusiforme e idrodinamico, ma nello stesso tempo massiccio. La bocca è situata sul lato inferiore della testa ed è provvista di due paia di lunghi barbigli; la colorazione è verdastra sul dorso, più chiara sui fianchi e quasi bianca sul ventre; può raggiungere la lunghezza di 80 cm e il peso di 5 kg; vive nei fiumi e nei laghi dell'Europa centro-merid., sempre in prossimità del fondo sabbioso o ghiaioso, nutrendosi di vegetali e piccoli invertebrati. Nel periodo dell'accoppiamento, che avviene in primavera, i barbi compiono brevi migrazioni, risalendo i corsi d'acqua in cui vivono e deponendo le uova fra i ciottoli del fondo. Nelle acque italiane è presente anche un'altra specie, il barbo canino (Barbus meridionalis, sottospecie caninus), che si distingue dalla precedente per le minori di-mensioni e per alcune macchie scure sul dorso e sui fianchi.
 
Carassio (Carassius carassius)
Fam. Ciprinidi. Il carassio comune ha l'aspetto simile alla carpa, dalla quale si distingue per l'assenza di barbigli e per le minori dimensioni, superando raramente i 30 cm di lunghezza. Diffusa in Europa e in Asia, questa specie vive nelle acque dolci stagnanti, nei pressi del fondo fangoso. Di gran lunga più importante è il carassio dorato (Carassius auratus), noto anche come pesce rosso, pesce dorato o ciprino dorato, il più diffuso fra tutti i pesci ornamentali. Originario della Cina, è oggi ampiamente diffuso negli acquari di tutto il mondo. La forma originale, vivente nelle acque dolci stagnanti, ha una colorazione verdastra e un aspetto simile a quello del carassio comune; le razze di allevamento invece possono assumere un'eccezionale varietà di forme e di colori: la varietà più comune presenta una tinta rosso-dorata molto splendente, ma si possono ottenere individui bianchi, rosati, gialli o addirittura neri, dal colore uniforme o pezzati o maculati. Gli allevatori riescono a ottenere sia razze molto belle e aggraziate, sia razze addirittura mostruose, con pinne eccezionalmente sviluppate e occhi enormi o telescopici. La straordinaria resistenza a tutte le condizioni ambientali e l'estrema facilità di allevamento fanno sì che questi Pesci vengano oggi comunemente usati nei laboratori di ricerca quali animali da esperimento.
 
Carpa (Cyprinus carpio)
Fam. Ciprinidi. Originario probabilmente dell'Asia e ora diffuso nelle acque dolci di gran parte del mondo con molte varietà. Quella comune presenta corpo ovaloide coperto da grosse scaglie, bocca con due barbigli per lato, muso rotondo e pinna dorsale assai sviluppata. La varietà carpa a specchi presenta invece poche scaglie, ma grandi; la carpa cuoio o carpa nuda ne è completamente priva. Il colore varia dal verde più o meno scuro delle forme tipiche, al giallo della carpa dorata. Le carpa prediligono acque calme e piuttosto calde (15-20ºC), e fondali ricchi di detriti dove trovano abbondante cibo. Le femmine arrivano a deporre le uova anche due volte all'anno (ca. 100.000 per kg di peso); gli avannotti raggiungono la maturità in 2-3 anni. Le dimensioni medie sono di ca. 50-60 cm per un peso di 3 kg: sono però stati pescati esemplari di 15 kg. La carpa ha una certa importanza anche dal punto di vista alimentare tanto che viene allevata specie in Francia, nell'Europa centr. e in Cina.
 
Carpa erbivora (Ctenopharingodon idelia)
Fam. Ciprinidi. Proveniente dai bacini di alcuni grandi fiumi cinesi, è stata introdotta a partire dal 1975, in canali di bonifica e bacini artificiali del ferrarese e del bolognese per scopi di pesca sportiva e, soprattutto, per il controllo della vegetazione acquatica infestante; in questi ambienti ha dato prova di accrescersi rapidamente, ri-ducendo la vegetazione in misura diversa a seconda della densità di semina.
 
Cavedano (Leuciscus cephalus)
Fam. Ciprinidi. Detto anche cavazzale. Ha corpo fusiforme, ricoperto da grosse scaglie; la testa è ovale, con bocca piccola terminale; la pinna dorsale è unica, posta circa a metà corpo, e la caudale è ampia e forcuta. La colorazione è grigiastra sul dorso, argentea sui fianchi e sul ventre. È una specie ad ampia diffusione comune nei laghi e nei fiumi di tutta Europa. La riproduzione avviene in primavera e ogni femmina può deporre fino a 100.000 uova. Normalmente non supera i 3-4 kg.
 
Cefalo (Mugil cephalus)
Fam. Mugilidi. Noto anche come muggine. Il suo corpo, assai slanciato, si presenta ricoperto da scaglie cicloidi o ctenoidi; la bocca, con labbra ben sviluppate, è armata di dentatura atta a cibarsi di piccoli animali o detriti organici. Le due pinne dorsali e quelle pettorali sono piccole, la caudale è omocerca e l'anale varia a seconda delle specie. In generale il dorso è grigio-blu, i fianchi argentati e il ventre biancastro, men-tre sui lati spiccano strisce più scure. Presso le coste italiane, dove vivono in branchi assai numerosi che si spingono anche in acque salmastre o addirittura dolci, vivono le seguenti specie: Mugil labeo, Mugil cephalus, Mugil capito, Mugil saliens, Mugil chelo e Mugil auratus.
 
Cheppia o Alosa (Alosa fallax)
Fam. Clupeidi. Le sue specie hanno il corpo fusiforme, lungo 40-50 cm, piuttosto panciuto, ricoperto da grosse scaglie trasformate in placche carenate lungo il profilo ventrale; il muso è ottuso; la bocca, tagliata obliquamente, ha la mandibola prominente provvista di numerosi piccoli denti; la colorazione è generalmente azzurra sul dorso, argentea sui fianchi e sul ventre, caratterizzata da una serie di macchie scure circolari allineate lungo i fianchi. La specie più nota nelle acque europee è l'Alosa fallax suddivisa in diverse sottospecie simili per morfologia ma dai costumi molto differenti. L'Alosa fallax lacustris o agone è completamente adattata alle acque dolci e vive esclusivamente nei laghi italiani e svizzeri. Specie affine alla precedente, vivente nel Mediterraneo e nell'Atlantico, è l'Alosa alosa. Alcune specie di Alosa sono anche note con i nomi di laccia, salacca, sardone.
 
Lasca (Chondrostoma genei)
Fam. Ciprinidi. Dal corpo snello, compresso lateralmente, lungo ca. 20 cm. Specie gregaria, abita le acque correnti e a fondo ghiaioso dell'Italia centro-settentrionale. La bocca è posta in posizione ventrale e la mandibola è ricoperta da un robusto rivestimento cartilagineo. Tale morfologia costituisce un adattamento alla particolare modalità impiegata da questo pesce per alimentarsi: raccoglie dal fondo materiale vegetale e piccoli invertebrati.
 
Lucioperca (Lucioperca lucioperca)
Fam. Percidi. Simile al persico, è più slanciato ed è privo della macchia nera
sulla pinna dorsale. Arriva, eccezionalmente, a 1 m di lunghezza. Originario dell'Europa nord-orientale, è diffuso anche nelle acque dell'Italia settentrionale. Vorace predatore di altre specie di pesce, è entrato in competizione con le specie presenti nel nord Italia.
 
Luccio (Esox lucius)
Fam. Ecocidi. Il più vorace e aggressivo predatore delle acque interne eurasiatiche. Slanciatissimo, lungo anche 2 m, ha muso appiattito e bocca larga dotata di robusta dentatura. Il dorso e i lati sono verde-bruno (questi ultimi con striature bruno scure), mentre il ventre è bianco-argenteo. Nelle acque dell'America Settentrionale i lucci sono rappresentati da Esox americanus, Esox niger, Esox masquinongy ed Esox vermiculatus.
 
Persico reale (Perca fluviatilis)
Fam. Percidi. Lungo ca. 40 cm, ha corpo schiacciato lateralmente, alto nel mezzo e con peduncolo caudale sottile; la testa è robusta. Sul dorso reca due pinne, una dietro l'altra, la prima alta e sorretta da 15 raggi spinosi, la seconda più corta e molle; le pinne pari sono poco sviluppate. La colorazione è verde oliva con 6-7 strisce scure verticali e una macchia scura sulla prima pinna dorsale; le pinne pari e l'anale sono aranciate. Gregario da giovane e solitario in età matura, vive nelle acque dei laghi e dei grandi fiumi dell'Europa sett. e centr. e non è molto comune in Italia. La sua crescita è molto lenta e sono necessari 7 anni perché raggiunga i 20 cm.
 
Persico sole (Eupomotis gibbosus)
Fam. Centrarchidi. Ha un corpo molto alto e schiacciato, lungo ca. 15 cm, quasi liscio. La colorazione è piuttosto vivace: il corpo è verde oliva con disegni azzurri, le pinne pari e l'anale sono aranciate e l'opercolo porta una macchia rossa nei maschi e gialla nelle femmine. Originario dell'America Settentrionale, è stato portato in Europa agli inizi del sec. XX.
 
Persico trota (Micropterus salmoides)
Fam. Centrarchidi. Dal corpo allungato e fusiforme, di colore verdastro con macchie scure sui fianchi. Si sviluppa rapidamente raggiungendo un peso di 3-4 kg; vive in acque calme, su fondi fangosi, deponendo le uova tra la vegetazione acquatica. Proveniente dall'America settentrionale, è stato introdotto in Italia alla fine dell'800. Vorace predatore di altre specie di pesce e anfibi, entra talvolta in competizione alimentare con il luccio.
 
Pesce gatto (Ameiurus nebulosus)
Fam. Bagridi. Originario dell'America Settentrionale e diffuso in tutte le acque interne europee. Lungo ca. 50 cm, ha corpo massiccio e robusto, con testa grande e bocca ampia attorno alla quale sono inseriti 8 lunghi barbigli. La pinna dorsale è corta, seguita da una piccola pinna adiposa. La colorazione è variabile dal bruno al grigio sul dorso, bianco-giallastra sul ventre.
 
Savetta (Chondrostoma soetta)
Fam. Ciprinidi. Detto anche aletta o letta, diffuso nelle acque dell'Italia settentrionale. Lunga fino a 40 cm, ricorda molto la lasca, tranne che per la colorazione grigio-cenere sul dorso, più chiara sui fianchi e argentata sul ventre. Pur essendo una specie onnivora, la savetta ha una dieta in cui la componente vegetale incide in misura maggiore che in quella dell'affine lasca.
 
Scardola (Scardinius erythrophthalmus)
Fam. Ciprinidi. Detto anche scarpettaccia, dal corpo snello e schiacciato lateralmente e ricoperto da grandi scaglie; lungo anche 25-30 cm e dal peso di ca. 1 kg; ha dorso e fianchi verde-bruno e il ventre argenteo; le pinne pari e l'anale sono rosso-brune, le altre grigie. Vive nelle acque dolci europee e dell'Asia occid., generalmente in gruppi abbastanza numerosi e si ciba sia di piccoli animali sia di detriti vegetali.
 
Siluro (Silurus glanis)
Fam. Silurici. Con lo storione, è il più grande pesce diffuso nelle acque interne dell'Europa centrale potendo arrivare a 3 m di lunghezza e 200 kg di peso. Ha una forma che, nell'insieme, ricorda quella dei girini di rana: capo molto grosso e schiacciato, bocca grande, corpo più o meno cilindrico. Attorno alla bocca sono inseriti otto barbigli: due situati fra i minuscoli occhi, due che prolungano il labbro superiore e quattro posti al di sotto del labbro inferiore. La pinna dorsale e quelle pettorali sono dotate di un aculeo connesso a una ghiandola velenifera. Ha un colore brunastro e variegato.
 
Storione comune (Acipenser sturio)
Fam. Acipenseridi. Lungo anche 4 m, dal corpo fusiforme, slanciato e di aspetto squaliforme. La testa termina in un rostro appuntito, concavo superiormente; la bocca è ventrale, piccola e protrattile ed è totalmente priva di denti negli esemplari adulti mentre i giovani presentano denti rudimentali; dinnanzi alla bocca pendono quattro barbigli tattili. La pelle è priva di scaglie ma presenta cinque serie longitudinali di grosse placche ossee, una dorsale, due laterali e due quasi ventrali. La colorazione è grigio-verdastra sul dorso, biancastra sul ventre. Lo storione vive nelle acque costiere marine ma si riproduce nelle acque dolci: per questo motivo, a primavera, avvengono spettacolari risalite dei fiumi da parte delle femmine seguite dai maschi. È diffuso nell'Atlantico orientale, nel Mediterraneo, Mar Nero e Mar Caspio e nei fiumi che vi sboccano; un tempo comune nell'Adriatico e nel bacino del Po, oggi la sua presenza è occasionale. Affini al precedente sono: lo storione cobice (Acipenser naccarii), lungo poco più di 1 m, dal muso più corto e con le placche ossee delle serie laterali molto numerose; lo storione stellato (Acipenser stellatus), lungo fino a 2 m, dal muso molto allungato e dalla pelle ricoperta, oltre che dalle cinque serie di scudi ossei, da placchette di forma stellata; lo storione ladano (Huso huso), il più grande tra gli storioni, lungo fino a 9 m, dal muso corto e ottuso.
 
Tinca (Tinca tinca)
Fam. Ciprinidi. Dal corpo massiccio ma allungato, ricoperto da piccole scaglie e con la pelle ricca di ghiandole che secernono muco in abbondanza. Il muso è tozzo e la bocca è piccola; ai lati delle labbra carnose si dipartono piccoli barbigli. La tinca può raggiungere la lunghezza di 40 cm ed eccezionalmente anche il peso di 6 kg; ama le acque calme, poco profonde, con fondi melmosi. È onnivora, ma predilige gli invertebrati del fondo e in particolare i molluschi.
 
Trota comune (Salmo trutta fario)
Fam. Salmonidi. La trota comune, anche detta fario, presenta muso arrotondato e bocca armata di denti anche sulla lingua e sul palato. La colorazione, generalmente verde-grigiastra o giallastra con macchie più scure sul dorso, diventa biancastra nelle parti inferiori, ma è variabile nelle diverse razze e varietà. Più o meno legata alle acque correnti, abbisogna di acque relativamente fredde e ben ossigenate. Perennemente alla ricerca di cibo, si nutrono di insetti, crostacei, molluschi e anche di avannotti; all'epoca della riproduzione, tra novembre e dicembre, le trote risalgono i fiumi; nei corsi d'acqua montani le femmine scavano una buca nella ghiaia del fondo e vi depongono le uova (da mille a duemila per chilogrammo di peso corporeo), tondeggianti e di colore arancione. Dopo un periodo di 4-6 settimane nascono le larve e la maturità sessuale si compie ai tre anni. Simile a questa, ma ormai senz'altro più comune perché allevata artificialmente, è la trota iridea (Salmo gairdnerii), importata dall'America, riconoscibile per la forma della coda, molto incavata posteriormente, e per la linea laterale più chiara del resto del corpo e iridescente. Ha uno sviluppo più precoce della trota fario e viene intensamente allevata
 
Data ultimo aggiornamento: 21/11/2019
Versione 2.0  ( AFC 2007.01 )
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