La Mostra
MOSTRA: "Lo charme di una disarmante quotidianità" Intellettuale versatile e poliedrico, Mario Soldati è considerato il gran descrittore dell'Italia del Novecento. Amante dell'avventura e dello spettacolo, attento ai casi di coscienza e al mondo morale, nella sua estesa attività di scrittore, regista, giornalista e viaggiatore fu un precursore dei tempi, tanto sottile era la sua indagine e la sua scrittura comunicativa ed accessibile. Infaticabile viaggiatore alla scoperta delle culture locali, nel primo dopoguerra intraprese numerosi tour in Italia che fruttarono importanti documenti supportati da un poderoso apparato d'immagini. Con lui nacque l'inchiesta televisiva, e già dal primo anno di vita, nel 1954, la televisione ebbe in palinsesto i suoi film e trasmise le sue celebri inchieste -reportage anticipatori del migliore giornalismo televisivo- che ponevano l'accento sul gusto e i significati nostrani, come Viaggio nella Valle nel Po (1957) e Viaggio lungo il Tirreno.Chi legge? (1960). La sua fortunata carriera letteraria prende esordio nel 1925, ma la notorietà arriverà solo nel 35 con America primo amore, suggestivo reportage del suo soggiorno negli Stati Uniti, tra il 1929 al 1931. In piena consonanza con le rivoluzioni in atto nell¿industria culturale italiana, Soldati fu uno dei maestri del cinema italiano moderno, un regista all'altezza del miglior cinema europeo e americano, esordendo nel 37 con la trasposizione di celebri testi letterari di Antonio Fogazzaro, come Piccolo mondo antico, Malombra e Daniele Cortis. Nel 1953 dirige La provinciale (di Alberto Moravia), con Gina Lollobrigida e nel 54 La donna del fiume con Sophia Loren, che ebbe come sceneggiatori anche Giorgio Bassani e Pier Paolo Pasolini. Definito Scrittore del desiderio, per la sua capacità di fare desiderare qualsiasi cosa lui nomini, per il calore emotivo (come dice Garboli) , spinto ad alto grado termico, stemprato da un stile limpido freddo ed intelligente, a volte febbricitante, spiritato, elettrico e visionario, Soldati è anche Scrittore fortemente autobiografico. Spinto da un bisogno inarrestabile di confessarsi, propone una fantastica e affollata galleria di personaggi, tra un moralismo ironico-sentimentale e il gusto dell¿intrigo. Ma lui c'è sempre e, come ha detto Ennio Flaiano "Sì, Soldati è uno dei pochi scrittori che vive la sua autobiografia". Ed ecco che il dispositivo della curiosità del racconto, e del raccontare, di Mario Soldati è -come scrive Attilio Bertolucci, Presidente della Cineteca di Bologna- innestato ed irresistibile. "Ora vogliamo solo saperne di più: sapere come continua ecome va a finire. Al diavolo tutto il resto. Come sempre in Soldati: lo charme di una disarmante quotidianità". Marina Zappi, Responsabile dell'Area Servizi Culturali del Comune di Ostellato
 
Data ultimo aggiornamento: 18/11/2019
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